22/05/2013

Come utilizzo l'agenda

Qualche mese addietro ho deciso di rinnovare l'hardware a mia disposizione. I vari componenti di un computer desktop devono necessariamente essere smaltiti correttamente, in base alle norme vigenti sulla raccolta differenziata. Il cosiddetto trashware non va perciò gettato nei cassonetti o, ancora peggio, abbandonato ai bordi delle strade oppure in discariche abusive, pericolosissime per la salute umana e per l'ambiente, oltre che illegali. Ho sentito di individui, alcuni dei quali riuniti in piccole cooperative, che raccolgono il trashware in disuso direttamente dai vecchi utilizzatori e lo riportano a nuova vita, riutilizzando i componenti e riadattandoli per nuove esigenze. Anche io ho deciso di fare così e perciò ho pensato ai possibili usi alternativi dei componenti del mio vecchio computer desktop. Il monitor con il tubo catodico, data la particolare forma a tronco di piramide, lo utilizzo come piccolo seggiolino. Nonostante a prima vista possa sembrare scomodo, posso assicurare che, in base alla mia esperienza personale, risulta davvero comodissimo. Gli speaker li utilizzo come schiaccianoci. Il risultato è ottimo, dal momento che il guscio delle noci viene perfettamente disintegrato ed il rivestimento delle casse acustiche non viene per nulla scalfito. La tastiera la utilizzo sistematicamente per grattugiare il formaggio. Il risultato è eccellente, quasi migliore di una vera e propria grattugia. La stampante, dal momento che presenta la forma di un parallelepipedo, la utilizzo come portaoggetti. Il mouse è l'unico oggetto di cui mi sono privato. L'ho regalato ad una mia amica, che me l'aveva espressamente richiesto. Spinto dalla curiosita, le ho chiesto come lo utilizzasse. Lei mi ha risposto che non sono affari miei, poiché ne fa un uso personale, privato ed intimo. Dal momento che aborro l'indiscrezione, ho ritenuto opportuno non insistitere ulteriormente. Sulla scrivania, accanto alla stampante, avevo una piccola agenda con la copertina rossa, dove annotavo tutto ciò che mi passava per la testa. Ho deciso di riutilizzare anche quella. Adesso la utilizzo come parasole.

En garde, prêt, allez!

21/05/2013

C'è chi piange e c'è chi ride

Non vedo l'ora che arrivi l'autunno. In questa stagione, infatti, il sabato sera, quando non sono impegnato in incontri galanti, mi piazzo sistematicamente davanti al televisore con la precisa intenzione di farmi un paio di sonore e grasse risate. Fino a qualche tempo fa, in verità, se volevo farmi quattro risate guardando un programma televisivo, seguivo un telegiornale in onda su una delle reti Mediaset. Da un po' di tempo a questa parte, per fortuna, i notiziari delle reti di questo gruppo sono tutti molto ben fatti e degni di essere seguiti con grande interesse e con la massima attenzione. In mancanza dell'ilarità che mi procurava uno di questi telegiornali, sono stato costretto a rivolgere tutta la mia attenzione su un programma che, da un bel po' di anni a questa parte, dispensa lacrime a volontà. E' davvero ilare, divertente e spassoso, per quanto mi riguarda, osservare di puntata in puntata signorine, signore, a volte baldi ragazzotti e, ciò che più mi inquieta, anche maturi signori di una certa età, che aprono i rubinetti e dispensano lacrime a bizzeffe. Il programma vince quasi sempre la sfida della prima serata, in base a ciò che si evince dagli indici d'ascolto. Non sono in grado di capire, però, se a seguirlo sono più quelli che piangono insieme alle signorine, alle signore, ai ragazzotti e, purtroppo, agli anziani maturi signori di una certa età, oppure quelli che, come me, si pisciano addosso dalle risate ascoltando i ridicoli lamenti e gli inverosimili miagolii di questi individui senza ritegno e senza pudore che vanno in televisione per sbandierare ai quattro venti i propri cazzi, seduti su divanetti davanti ad una parete rettangolare che all'occorrenza si sposta lateralmente, oppure, nei casi meno favorevoli, rimane immobile. Come, più o meno, il cervello di chi guarda e piange.

En garde, prêt, allez!

20/05/2013

Uno strano condominio

A volte si ha la sfortuna di abitare in condomini del tutto particolari. Ne sa qualcosa una mia amica, che ormai da parecchi anni abita in un condominio che dire strano è usare un eufemismo. In questo palazzo, gli abitanti ragionano ognuno a modo proprio, nel senso che ciascuno ritiene opportuno fare tutto da sé. In base a quello che mi ha raccontato una volta la mia amica, ed anche a ciò che in seguito ha potuto riscontrare personalmente spinto da una devastante curiosità, accade che ciascun condomino, se avverte la necessità di dare una ritinteggiata alla facciata esterna del proprio balcone, provvede in maniera autonoma. In pratica, osservando il condominio in questione, si nota che alcuni tratti della facciata sono più chiari della rimanente parte, visto che alcuni condomini hanno provveduto autonomamente, nel corso degli anni, a ritinteggiarla limitatamente allo spazio del proprio balcone. In un condominio normale, si convocherebbe un'assemblea e si deciderebbe di effettuare un restauro totale della facciata. Ne guadagnerebbero, senza dubbio alcuno, il decoro del palazzo e la reputazione degli abitanti. La mia amica, facendomi fare un piccolo tour nella parte interrata dello stabile, dove hanno sede i box per le autovetture, mi ha fatto notare che esistono delle vistosissime crepe sui muri. Ciò la preoccupa molto, anche in considerazione del fatto che, in quasi quarant'anni di vita del palazzo, a sua memoria non è mai stato eseguito alcun intervento di manutenzione. Il tutto è aggravato dalla circostanza che in Italia il rischio sismico è elevatissimo. Secondo la mia amica, se nel paese in cui abita si verificasse un terremoto, quel palazzo sarebbe il primo a crollare interamente, con tutte le disastrose e luttuose conseguenze. Nonostante ciò, ai condomini non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di fare eseguire, da individui esperti, una verifica statica per prevenire e scongiurare un eventuale catastrofe in caso di terremoto. La cosa più curiosa, nel mio tour assistito nel piano interrato, è stato notare le obsolete porte antincendio. Oltre al fatto di essere totalmente fuori norma, come mi ha fatto notare la mia amica, ho visto che in una di queste porte, addirittura, una maniglia rotta è stata sostituita con un pezzo di un tubo per uso idraulico. Delle due l'una. O i condomini che abitano in quel palazzo sono dei morti di fame, per cui non riescono nemmeno a fare sostituire una semplicissima maniglia ad una porta antincendio, anche se totalmente fuori norma, oppure sono stanchi della vita e, lasciando volontariamente che il palazzo vada in malora, non aspettano altro che qualche evento naturale se li porti via insieme alla propria stoltezza .

En garde, prêt, allez!

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